la via dell'artista

Lavorodipendenza anche voi?

Il capitolo dieci de “La via dell’artista” di Julia Cameron è stato davvero illuminante.

Sapevo già di avere problemi col “lavoro”: non riesco a staccare, mi perdo occasioni di socializzazione, lavoro 15 ore al giorno e a fine giornata mi sembra di non aver fatto nulla quindi l’ansia da prestazione lavorativa aumenta sempre. Quello che Gioia Gottini chiama Self-care per me è sempre difficile da mettere in pratica.

E anche Julia Cameron fa notare che ogni artista ha uno o due modi per bloccare la propria creatività: solitamente si parla di cibo, droga, alcool, pene d’amore, sesso o lavoro. Ecco la mia scusa per bloccarmi è decisamente il lavoro! La vostra?

10-lavorodipendenza

Anche se io lavoro in ambito creativo mi accorgo che ci sono tante attività collaterali che mi portano via tempo dalla mia attività creativa, che dovrebbe essere intesa come un gioco. La promozione e l’uso dei social mi fanno perdere tantissimo tempo, anche se con la programmazione dovrei risolvere un po’ il problema, ancora non è risolto del tutto!

In un libro letto recentemente “Gioca” l’autore Stuart Brown spiegava, dopo anni di ricerche scientifiche, che se un lavoro viene percepito come un gioco, la qualità della vita aumenta notevolmente: il gioco non è da intendere come il contrario del lavoro ma come l’antagonista alla depressione! Gioco e lavoro possono coesistere nella stessa attività e quando capita: bingo!!!!

Il mio gioco-lavoro è fare l’argilla e dipingere a mano, usare la macchina da cucire, ricamare, insomma….produrre con le mani e insegnare le cose che so a persone desiderose d’imparare.

Quando invece mi trovo a passare ore davanti al computer, mi accorgo che mi imbruttisco! Ma purtroppo parte del mio “lavoro” è anche comunicare quello che faccio, fare preventivi, studiare.

Qual’è il vostro gioco-lavoro? E che strategie adottate per staccare e prendervi una pausa? Me le raccontate nel circolo sacro? È aperto a tutti quelli che vogliono condividere le proprie esperienze su questo viaggio meraviglioso che è la scoperta del proprio artista!

Respirare e guardare il cielo…adesso pubblico e vado a farmi una passeggiata, oggi il sole è ancora caldo e ne approfitto.

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La via dell’artista : recuperiamo la compassione

Ed eccomi al post di chiusura del capitolo 9 de “La via dell’Artista” di Julia Cameron

Decisamente la parte più pregna di contenuti è stato il primo paragrafo, quello analizzato nello scorso post qui 

Da che ho letto questo capitolo, quando mi chiedono che lavoro faccio non rispondo più con tono mesto e sommesso “l’architetto ma sono una fallita e quindi provo a fare l’hobbista lavorando l’argilla ma mi sento un pesce fuor d’acqua ovunque”

rispondo con orgoglio in cui viene fuori tutto il mio “IO”….. L’ARTISTA e sono felice di questa mia nuova consapevolezza!

Sono un’artista e esprimo la mia creatività in modi diversi!

9-aiuto-arriva

C’è un altro tema affrontato da Julia in questo capitolo: le inversioni a U nella creatività. Hai presente quando vi si offrono occasioni che non si riescono a cogliere…il classico treno che passa e non ripassa più! Ecco! 

Le mie occasioni perse sono tutte legate al mio espormi con le persone: parlare in pubblico, magari davanti ad una telecamera.

Durante questo anno di sblocco creativo sono uscita più volte dalla mia comfort zone, soprattutto per il blocco sulla scrittura e credo di essere migliorata dai primi post di gennaio (mi date un feedback su questo, per favore?) ma ancora mi manca il coraggio di parlare in pubblico!

Julia insegna che la consapevolezza su una mancanza porta ad un’azione dove si muovono forze che ti aiutano, sincronicità che ti portano dove devi essere! Anche in questa occasione io ho chiesto e l’aiuto è arrivato:  mi sono iscritta ad un corso che inizia la prossima settimana, con l’orario giusto, il prezzo giusto e le tematiche che cercavo per imparare a non andare nel panico quando parlo a più di 10 persone! Ve ne parlerò sicuramente! Magari con un video! ( aiuto, ansia!!!)

Vi aspetto nel circolo sacro su facebook per parlare delle vostre esperienze di sincronicità!

 

 

 

 

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La via dell’artista: recuperiamo la forza

Sono imperdonabile, lo so, sto scrivendo il post relativo all’ottavo capitolo de “La via dell’artista” con una settimana di ritardo! Chiedo perdono!

Il rientro dalle vacanze al mare è stato più faticoso del previsto: subito al lavoro per il Festival dell’Handmade a Verona con l’idea di studiare una nuova struttura per l’esposizione, ho dipinto cassette e studiato come meglio esporre ceramica bianca e argilla. Il risultato mi è piaciuto molto, ed è piaciuto anche a chi è venuto a farmi visita. Sono soddisfazioni!

Speravo in un rientro più soft, col tempo per programmare gli ultimi 4 mesi dell’anno, per iniziare a pensare a nuove creazioni per Natale e per rimettermi a studiare marketing e target, ma niente, rientro strong con ritmi impegnativi e per di più con la mia salute un po’ traballante.

8-dopo-perdita-coccole

Gli esercizi del capitolo otto mi hanno aiutato a scavare nel profondo, a ricordare i traumi e le perdite sul lato artistico, ma non solo, subiti durante la mia infanzia. Ho capito da dove arriva la mia super autocritica e il mio continuo autocontrollo oltre che alla mia totale mancanza di sens of humor (ho anche creato una maglietta su Teeser con la scritta “keep kalm and non l’ho capita”) Julia Cameron dà però anche gli strumenti per superare questi traumi: coccole al tuo artista bambino, tante coccole.

8-passi-da-formica

A piccoli passi, tenendo bene a mente l’obiettivo finale.

Completate in modo sincero questa frase “In un  mondo perfetto, mi piacerebbe segretamente essere un……..” e stupitevi del risultato.

Io, scrivendo di getto ed ascoltando il mio artista interiore, ho capito che vorrei passare meno tempo davanti al computer e sui social e più tempo tra la ceramica e l’argilla in un laboratorio mio, con una classe di artisti bloccati che vogliono entrare in contatto con la propria parte bambina per riaprire la vena creativa sopita, un po’ come fa Eric Landon a Copenhagen che ha creato il brand Tortus…ha uno stile bellissimo, un laboratorio bellissimo….quest’anno nel suo lab ha tenuto un corso a una decina di persone arrivate direttamente da New York! E a fine settembre va lui a NY per fare dei corsi! Cioè…..il sogno!!!!

Ho ancora tanta strada da fare e ho ancora tanti rifiuti e tanti traumi da elaborare, ma sicuramente avendo chiaro l’obiettivo da perseguire, la strada sarà più facile.

E voi? Qual’è il vostro vero obiettivo? Ci avete mai pensato seriamente? Avete mai liberato la fantasia e fatto parlare il vostro artista bambino?

Possiamo parlarne insieme nel circolo sacro che ho creato su facebook, vi aspetto lì!

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